Telefono, web e carta di credito al polso

orolUn orologio che funziona da computer, radio, in parte telefono e televisione. Lo chiamano smartwatch e, per rendere le cose ancora più smart, l’oggetto viene considerato il capostipite di quella che si definisce come wearable technology, ovvero la tecnologia da indossare. Ha cominciato Sony che ha messo in vendita il suo telefono da indossare utilizzabile con il sistema operativo di Google: dotato di un display a tecnologia Oled touchscreen da 1,3 pollici si collega al telefono tramite dispositivo Bluetooth 3.0 permettendo di controllare chiamate e messaggi, gestire la fotocamera e accedere ad alcune applicazioni tra cui Facebook e Twitter. A Sony è subito seguito Pebble, non ancora in vendita ma in grado di ricevere già 8  milioni di dollari con il crowfunding. Pebble è compatibile con iPhone e Android e, come spiega uno dei capofila Eric Migicovsky: “La prima sera siamo arrivati a 600mila dollari.  Siamo usciti a festeggiare, siamo tornati a casa, andati a dormire, e la mattina dopo eravamo già al primo milione. Rapidamente si è passati a 2, 3, 5, 8 milioni. E non è finita, perché la raccolta fondi andrà avanti sino al 18 maggio e sino ad allora è possibile contribuire economicamente all’impresa” acquistando Pebble al prezzo promozionale di 115 dollari. Poi, sono comparsi gli occhiali del Project Glass di Google: un video illustrativo mostra un ragazzo mentre fa colazione, risponde a un sms e fissa un appuntamento con un amico. Esce di casa, legge che la metropolitana è ferma e mentre s’incammina verso la sua destinazione fotografa il manifesto di un concerto che gli interessa e si segna un appunto per comprare i biglietti. Tutto questo senza mai usare le mani. Perché il ragazzo, li indossa questi occhiali. Ultima arrivata, infine, è Apple che sta sperimentando un orologio da polso di vetro flessibile e adattabile alle forme del corpo umano. Lo smartwatch sarà in grado di inviare e ricevere messaggi, forse potrà seguire i movimenti delle persone che camminano per la strada con la geolocalizzazione, oltre a prospettare futuri di chiamate vocali e di pagamenti smart attraverso il propri polso. Proprio come in una sperimentazione effettuata tempo fa da Mastercard, sarà infatti presto possibile aprire nuovi mercati e nuove prospettive di integrazione anche per svolgere funzioni di micro e macro transazioni economiche.