Si torna a parlare di pagamenti elettronici come inevitabile prospettiva per il futuro: “Da una parte soldi strappati o falsi, gli spiccioli, gli arrotondamenti, il furto, il centesimo di resto, il costo della circolazione delle banconote. Dall’altra carte di credito, cellulari che si trasformano in Pos, moneta virtuale da utilizzare sui social network. Forme di pagamento alternative al contante per effettuare i propri acquisti in modo virtuale sia su internet sia al panificio sotto casa”. Infatti, secondo un sondaggio condotto da Ispo in occasione del No Cash Day del 21 giugno scorso, “l’80 per cento degli italiani è favorevole ai sistemi di pagamento elettronico; il 62 per cento ritiene che le forme di moneta elettronica siano più sicure rispetto all’uso del contante; e il 79 per cento è consapevole della necessità di incentivare l’uso delle carte di pagamento per ridurre i costi di gestione legati al contante. Eppure, solo il 57 per cento degli intervistati usa frequentemente le carte di pagamento”. Altra piccola rivoluzione annunciata già da un paio d’anni è il pagamento con carta di credito attraverso un dispositivo attaccato al cellulare, con cui si striscia fisicamente la carta. “Pensato per privati e piccole imprese il device si applica al proprio smartphone o tablet attraverso l’entrata audio (quella per le cuffie per intendersi), trasformandolo a tutti gli effetti in un vero e proprio Pos. Un mercato già avviato oltreoceano con livelli di sicurezza inferiori, ma che in Europa parte adesso. L’azienda Jusp ha lanciato negli ultimi giorni un prodotto in grado di coniugare standard di sicurezza e facilità d’uso. L’apparecchio è composto da un tastierino numerico integrato e relativo display per poter digitare il proprio pin di sicurezza permettendo di operare esattamente come si fa nei negozi dotati di Pos tradizionali. E poi compatibile con la quasi totalità di smartphone e tablet sul mercato (sia iOS, sia Android) e con i normali pc e notebook”.



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