Investire nel mattoncino

Come racconta Repubblica, negli Stati Uniti la corsa al mattoncino giocattolo porta a guadagni interessanti: “David Schooley, tecnico delle comunicazioni e padre di sei figli a Memphis, ha raccontato a Usa Today” di avere più di tremila scatole di Lego custodite in una stanza climatizzata e di realizzare compravendite guadagnando il 15 per cento all’anno“. La Brick.Picker.com è una società che “investe nelle collezioni Lego” e punta sul mercato delle emozioni e delle passioni: “Serie popolarissime, come i Bionicle o il ben più lussuoso Millenium Falcon (uno dei set più ricchi e preziosi) non vengono più prodotte e si trasformano in oggetti di culto”. Il Lego non scade e non ammuffisce, e secondo alcuni analisti finanziari “potrebbe diventare un bene-rifugio paragonabile ai metalli preziosi. E sulla rete si scambiano consigli sul principale problema di ogni Lego- investitore: come conservare le grosse confezioni ancora intonse, senza le quali i mattoncini non valgono nulla?”. In Italia, l’analisi è ancora a livello embrionale ma non esiste ancora un vero e proprio mercato diffuso.