Il Wikileaks dei soldi: le prime crepe del Bitcoin

Sembrava che non fosse possibile ma è accaduto. Più volte. Alcuni hacker hanno rubato poco più di 18.500 bitcoins dai server di Bitcoinica, uno dei siti web che consentono lo scambio tra utenti di questa moneta virtuale di cui tanto si discute. Il furto è stato valutato intorno ai 90.000 dollari  perché il controvalore di ogni singolo bitcoin è attualmente pari a circa 4,76 dollari. Il furto segue quello più cospicuo di marzo di 43mila Bitcoins (oltre 200mila dollari). Sembrava si trattasse di un qualcosa di quasi impossibile perché i Bitcoins sono: “Slegati da una banca centrale o un governo, sono generati automaticamente da una serie di computer in rete tra loro. Un sistema di crittografia assicura che il legittimo proprietario sia l’unico a usare una unità per una sola volta. Ogni anno, la massa valutaria aumenta secondo un algoritmo prestabilito, facendo in modo di evitare spirali inflazionistiche”. La valuta è balzata alle cronache come uno degli strumenti di accesso e pagamento al web profondo: “Secondo uno studio del 2001 di Michael Bergman, dell’università di Santa Barbara in California, i dati presenti nel web nascosto erano dalle 400 alle 550 volte di più di quelli presenti sul web pubblico”. Un luogo dove è possibile accedere ad armi e droga: “Primo step: trovare in rete un cambia-valuta di Bitcoins, acquistare con una normale carta di credito i Bitcoins necessari. A questo punto, resta da passare nei bazar virtuali dove acquistare quello che si vuole. Prendiamo per esempio Silk Road, un vero e proprio marketplace dove si trova ogni genere di droga e di altri generi illegali. L’url è complicato e sembra fatto apposta per essere dimenticato. Inoltre, è inutile digitarlo nudo a crudo sul browser perché è accessibile soltanto attraverso l’anonimato della rete Tor che richiede una discreta abilità tecnica per essere installata e configurata sul proprio computer. Con la navigazione anonima, l’indirizzo apre le porte alle sostanze illecite”. Ora che anche questa moneta è diventata accessibile, rubabile, craccabile, insomma non sicura, quanto questa insicurezza interferità sull’idea che il Bitcoin, come altri sistemi di pagamento peer2peer,  possano continuare a essere il Wikileaks delle politiche monetarie? Perché decentralizzando la disponibilità di moneta, il Bitcoin sfida il potere monopolistico del governo di battere moneta ma se diventa interferibile potrà in qualche modo continuare a conservare questo suo potere rivoluzionario o diventerà anche lui uno strumento aperto a qualsiasi scorribanda?