Partendo dalla recente notizia delle Svezia come primo paese avviato sulla strada del cashless, il Washington Post racconta come la creazione di una società senza contanti passi attraverso la tecnologia. E la concorrenza che, come negli Stati Uniti, sta anche in questo settore contribuendo a spingere verso il basso i costi di transazione e a livellare il campo di gioco per tutti gli americani. In alcuni paesi emergenti dell’Africa sub-sahariana, il movimento ha sbloccato le straordinarie potenzialità economica dei loro cittadini: basti pensare all’innovazione di M-Pesa in Kenya e di come sia più facile convincere qualcuno a usare un cellulare piuttosto che ad aprire un conto in banca. Il Financial Times riferisce che in Kenya 15 milioni di persone utilizzano M-Pesa portando 8 miliardi di dollari in transazioni che non si sarebbero verificate altrimenti. Inoltre, occorre evidenziare in questa rivoluzione anche il potenziale di tassi di criminalità più bassi e un minor numero di casi di frode e corruzione. Ci sono comprensibilmente preoccupazioni sulla privacy, soprattutto quando i pagamenti vengono effettuati attraverso le reti sociali. Alla fine dei conti, tuttavia, la conclusione del denaro contante può solo significare l’inizio di prosperità.


