Un articolo di Repubblica fa luce sulle cifre del recupero dell’evasione: Nel quinquennio 2006-2010, ad esempio, la cifra sfiora i 63 miliardi di euro, il 58,5 per cento delle entrate nette totali. Ma attenzione, il totale si riferisce alle somme che i diversi governi hanno solo previsto di stanare, non quanto effettivamente hanno poi raccoltoâ€. Insomma, si tratta di cifre messe a bilancio, anno per anno, ma mai del tutto verificate a consuntivo. Per avere una cifra più vicina ai capitali poi ripescati e di sicura certificazione, possiamo fare riferimento al Dipartimento Finanze: “Nel quinquennio, si legge nei documenti, gli incassi da attività di accertamento e controllo hanno quasi raggiunto i 49 miliardi. Una cifra non lontanissima dai 63 miliardi stimati ex anteâ€. Insomma ci si muove attorno a una cifra di 10-12 miliardi all’anno che vanno abitualmente a coprire i deficit di bilancio. Con un tesoretto extragettito che anche nel 2012 non dovrebbe scendere sotto la soglia dei 10-12 miliardi (il bliz di Cortina e l’attivismo degli ultimi tempi della Guardia di Finanza potrebbero far lievitare la cifra fino a 15 miliardi) le ipotesi in campo sono diverse:  “Tra queste c’è la riduzione dell’Irpef. L’aliquota del primo scaglione potrebbe scendere di tre punti (dal 23 al 20 per cento). E ogni punto vale all’incirca proprio cinque miliardi. Ne beneficerebbero senz’altro i redditi molto bassi. Un’altra via percorribile è quella delle detrazioni. Alcune di queste potrebbero diventare più corpose, a beneficio di famiglie, lavoratori, pensionatiâ€.
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