Come racconta un dossier di Repubblica, Libera, l’associazione di Don Ciotti, ha recentemente lanciato un nuovo allarme sul gioco d’azzardo nel nostro paese. Il lavoro rivela come: “Il giro d’affari (legale) abbia toccato i 76,1 miliardi di euro facendo schizzare l’Italia al primo posto nella graduatoria europea e al terzo in quella mondiale. Solo la vetta di una montagna che produce lavoro per 120mila addetti e alimenta, però, fa notare ancora Azzardopoli, anche l’industria del racket e dell’usura con i suoi 10 miliardi di euro, ovvero il fatturato del mercato illegale dei giochi”. A dare nutrimento a questo mercato ci sono circa 31 milioni di italiani che più o meno puntualmente sfidano la fortuna: “Di questi un milione e mezzo è dipendente dall’azzardo, ossessionato dal bruciare denaro in scommesse di ogni genere, slot machine, videopoker, sfide on-line: e il 20 per cento sono donne. Cresce anche il popolo dei giovanissimi, attratti dalla rete dove puntare è sempre più facile e sempre più fonte di guadagno con i suoi oltre 4 miliardi di euro racimolati nel 2011”. Il tutto, legalizzato e consentito anche con strumenti elettronici non tracciabili, come ha raccontato Woc: “Soluzioni create per spianare la strada al gioco d’azzardo su internet e alle scommesse su piattaforme telematiche. Su quei canali, benedetti dal cosiddetto gioco sicuro, i flussi di denaro ne incrociano altri assolutamente estranei a quelli del tavolo verde. II denaro può passare da una carta all’altra fino a rimaterializzarsi oltre confine andandosi a depositare in un conto estero facendo perdere facilmente le proprie tracce”.
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