Un tavolo di lavoro tra l’Agenzia delle Entrate e la Federcalcio. Motivo? Come spiega il Corriere della Sera: “Per affrontare il nodo della tassazione Iva per le compartecipazioni dei calciatori. Il tema è certamente tecnico ma, tradotto in pratica, risulta di grande rilevanza economica, visti gli importi milionari delle cessioni sui quali si applica un’Iva che è ora del 21 per cento (e presto salirà al 23 per cento). In sostanza, secondo alcune letture da parte delle Entrate: “Quella che viene raccontata come la cessione a metà di un calciatore è la sintesi di una vendita al 100 per cento con il diritto di partecipare per il 50 per cento del valore della cessione agli ulteriori effetti patrimoniali dovuti alla titolarità del contratto (in pratica al valore della vendita successiva)â€. Che, tradotto, significa che non è reale compartecipazione se non per la divisione degli utili derivati dalla vendita in un secondo tempo del giocatore medesimo. Ma è da tempo che il mondo del calcio e il fisco stanno dialogando per rafforzare l’attività di controllo sulle società : “Un protocollo, che prevede un fitto scambio di informazioni, è stato firmato tra Agenzia delle Entrate e Figc lo scorso dicembre e prevede tra l’altro che la federazione comunichi subito alle Entrate l’elenco delle società sportive professionistiche, completo di denominazione societaria e codice fiscale. A sua volta l’Agenzia delle Entrate è impegnata a fornire alla Federcalcio, entro il prossimo 31 maggio, i risultati dei controlli fatti sulle dichiarazioni dei redditi e su alcuni adempimenti (compreso il pagamento di cartelle esattoriali) relativi ai pagamenti Ires, Irap, Iva e Irpef per i periodi d’imposta 2009 e 2010â€.
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