Come racconta Il Sole 24 Ore, nel 2011 le banche italiane “si sono dimostrate solide dal punto di vista della patrimonializzazione ma la crisi del debito ha pesato sulla redditività, che ha inciso a sua volta sulla capacità di erogare credito”. Il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, ha così riassunto la situazione: “Le banche sono solide, stanno rafforzando il loro capitale e saranno in grado di aiutare la ripresa”. Il 2011 è stato un anno difficile, a due velocità: “la patrimonializzazione delle banche italiane è risultata pari al 9,5 per cento in termini di Tier i ratio è al 12,7 per cento di Total capital ratio, rispettivamente in crescita di 87 e 68 punti base rispetto al 2010. L’industria bancaria italiana è dunque solida, si legge nel rapporto dell’Abi, ma esprime una profittabilità inferiore al suo potenziale, e le prospettive di mercato incerte non ne favoriscono la ripresa”. Le banche italiane hanno chiuso il 2011 con un utile consolidato paria 5,5 miliardi di euro, in riduzione del 33 per cento rispetto al 2010. Infine” i finanziamenti a imprese e famiglie sono rimasti positivi ( 3,6 per cento) seppure in rallentamento rispetto al 2010, grazie anche alle misure straordinarie varate dalla Bce. Tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 il rischio di una crisi di liquidità, ricordano gli esperti dell’Associazione bancaria è stato scongiurato dalla decisione della Bce di introdurre operazioni di rifinanziamento a tre anni volte a sostenere il mercato creditizio. Il ricorso delle banche italiane al rifinanziamento della Bce, sottolinea l’Abi, ha permesso alle nostre banche di recuperare liquidità”.



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