Le carte di credito/debito e i bancomat lasciano una traccia. È vero. Ma se la traccia è anonima? Perché da una parte si riduce l’uso del contante, si punta a stimolare la diffusione della cultura del denaro elettronico e si spinge tutto questo soffiando addosso ai cittadini il vento ispido dei numeri sull’evasione fiscale e su quanti soldi vengono da essa stornati al bene pubblico. Ma, al contempo, possiamo tranquillamente, come ha spiegato su Sette Umberto Repetto del nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza, entrare in una tabaccheria e chiedere una carta di credito ‘usa e getta’: “Non c’è bisogno di esibire documenti o di far registrare dati in ipotetici archivi: per avere una carta al portatore e quindi anonima si paga una piccola spesa di attivazione che di solito si aggira sui 5 euro e si può caricare la scheda con importi variabili mediamente attorno ai 150 euro. Non esiste un’anagrafe di queste carte né altra procedura di riconducibilità al possessoreâ€. Il che significa che se compro mille carte e le ricarico tutte quante con 150 euro l’una in contanti ho la possibilità di spostare a mio piacere ovunque voglia 150mila euro e di rifarlo indirizzandoli in giro per il mondo. Senza dimenticare che sul web posso tranquillamente reperire carte di credito che vengono recapitate a domicilio dopo una richiesta, con dati falsificabili, effettuata in rete. Con, in più, la fantastica possibilità di buttarmi sulle carte e sui conti per il gioco: “Ovvero le soluzioni create per spianare la strada al gioco d’azzardo su internet e alle scommesse su piattaforme telematiche. Su quei canali, benedetti dal cosiddetto gioco sicuro, i flussi di denaro ne incrociano altri assolutamente estranei a quelli del tavolo verde. II denaro può passare da una carta all’altra fino a rimaterializzarsi oltre confine andandosi a depositare in un conto estero facendo perdere facilmente le proprie tracceâ€. In barba ai limiti al contante e alla tracciabilità . E con la ciliegina sulla torta che, da una parte lo Stato legalizza, pubblicizza e lucra sul gioco d’azzardo consentendo questa promiscuità e questo contatto tra flussi di denaro, dall’altra ne stringe i vincoli comprendendo le case da gioco nella limitazione a mille euro per l’uso del contante. E, così, nel paese dei paradossi, il gioco è fatto: l’invenzione dello strumento tracciabile anonimo è servita.
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