Anche la Russia si muove sulla guerra al contante

8 febbraio 2012
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Il Ministero delle Finanze russo sta studiando la possibilità di ridurre il numero delle operazioni in contanti nel paese con l’obiettivo di soffocare l’evasione che ammonta al 30 per cento del pil nazionale. L’idea parte da German Gref, presidente della banca russa Sberbank, che ha quantificato nell’uno per cento la cifra di pil che il paese perde a causa del suo alto livello di operazioni in contanti. L’unico limite in questo senso attualmente esistente riguarda i soggetti giuridici che non possono pagare cash somme di denaro per più di 100.000 rubli (2.500 euro circa) per contratto. Ma la regola non riguarda i cittadini e, in questo senso, Vladimir Osakovsky, chief economist di Merrill Lynch, ha dichiarato: “Gli obiettivi sono quelli di aumentare la riscossione fiscale effettiva nel paese per migliorare la trasparenza generale dell’economia e di ridurre le dimensioni del sommersoâ€. Attualmente, circa il 20 per cento dei negozi delle grandi città (ma si arriva all’80 per cento nel resto del paese) non accettano carte di credito e molti cittadini russi non hanno conti bancari. La strada è impervia.

Andrea Begnini
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